Gaiamuffin

venerdì, settembre 22, 2006

Il mio pensiero omicida

Lo so. C'è ancora tutta una Russia da raccontare. E da mostrare magari. E so che un blog tanto sconclusionato e incostante non avrà altri lettori che chi mi vuol bene davvero, che magari con me ha diviso anni (magari tutti questi presto 24 anni...).
Ma io ho bisogno di scrivere, punto. Di aver anche solo l'illusione di comunicare. (Oggi in modo particolarmente retorico, a quanto pare!)

In una giornata di studio improduttivo mi leggo tutti gli articoli ed i forum dei quotidiani.
Ed ecco la notizia per la quale vale la pena posare il libro, arrivare in ritardo anche se quacuno aspetta... per cui vale la pena far aspettare TUTTO il resto.

Voglio che un uomo muoia. Voglio così tanto che quest'uomo muoia che... non posso dire che vorrei ucciderlo io solo perché lui stesso sa che la sua ormai non è vita.
Piergiorgio Welby, malato terminale di distrofia muscolare, scrive al Presidente della Repubblica Italiana ed io ho la pelle d'oca come se scrivesse a me personalmente. Quindi lascio parlar lui, da Repubblica.it di oggi, 22 settembre 2006.

E vediamo se non vi sentirete anche voi un po' assassini:

"Piergiorgio cita Benedetto XVI: "Occorre ribadire la dignità inviolabile della vita umana, dal concepimento al suo termine naturale". Ebbene, replica ancora la voce metallica, "che cosa c' è di 'naturale' in una sala di rianimazione? Che cosa c' è di naturale in un buco nella pancia e in una pompa che la riempie di grassi e proteine? Che cosa c' è di naturale in uno squarcio nella trachea e in una pompa che soffia l' aria nei polmoni? Che cosa c' è di naturale in un corpo tenuto biologicamente in funzione con l' ausilio di respiratori artificiali, alimentazione artificiale, idratazione artificiale, svuotamento intestinale artificiale, morte-artificialmente-rimandata? Quando un malato terminale decide di rinunciare agli affetti, ai ricordi, alle amicizie, alla vita e chiede di mettere fine ad una sopravvivenza crudelmente 'biologica', io credo che questa sua volontà debba essere rispettata ed accolta con quella pietas che rappresenta la forza e la coerenza del pensiero laico"."

L'articolo continua parlando dell'invocata (a parole con tanta tanta ipocrisia) necessità di un dialogo fra cattolici e laici in Italia.
E io dico no, mi dispiace. Parliamone, ma solo come argomento di conversazione. Non su tutto si tratta. Sul mio corpo e sulla mia mente io non sono proprio disposta a trattare.
Per questi ai difensori dell'esistenza (che non si può dir vita) a tutti i costi dico: tenetevi i vostri principi, non ricorrete ad aborto ed eutanasia se non volete. Ma lasciate decidere liberamente i cittadini italiani (in gran parte anche cattolici) che hanno una coscienza diversa.

Mi immagino che vita sarebbe se come Piergiorgio Welby non potessi più leggere e scrivere e penso... tenetevi Dio, i dogmi ed i conforto che ne traete... Ma lasciatemi la mia dignità.

Lasciate a Piergiorgio Welby la sua.

3 Comments:

  • At 25 settembre, 2006 19:06, Anonymous Anonimo said…

    concordo fino all'ultima virgola

     
  • At 26 settembre, 2006 08:34, Anonymous Anonimo said…

    ...e oltre l'ultima virgola?

     
  • At 05 ottobre, 2006 13:12, Anonymous Anonimo said…

    ma non si potrebbe istituire la "tessera" del partito cattolico e basta?
    così si saprebbe con certezza chi osserva cosa e morta lì ... "morta lì" è uscita bene.

    ciau, marco

     

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